Be lovers, be anything

Vestitino

Walk through life
Beautiful more than anything
Stand in the sunlight
Walk through life
Love all the things
That make you strong,
be lovers, be anything
For all the people of
Earth

You have brothers
You love each other, change up
And look at the world
Now, it’s
Our’s, take it slow
We’ve got a long time, a long way
To go,

We have
Each other, and the
World,
Don’t be sorry
Walk on out through sunlight life
and know
We’re on the go
For love
To open
Our lives
To walk
Tasting the sunshine
Of Life.

(from: Selected Plays and Prose of Amiri Baraka / LeRoi Jones)

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nella bonaccia, nelle zone temperate della sorte

Il carattere mediocre […] è per natura incline a forme pacifiche di vita: non esige, non richiede forti tensioni; vorrebbe soltanto vivere tranquillo e nell’ombra, nella bonaccia, nelle zone temperate della sorte; e perciò resiste, perciò s’angoscia, perciò fugge appena una mano invisibile lo sospinge nel tumulto […] Questo patire del non-eroe, dell’uomo mediocre, io lo considero, appunto perché privo di un senso evidente, non più trascurabile che la patetica sofferenza di un vero eroe, e forse ancor più commovente, poiché l’individuo normale deve vivere solo la propria sorte senza avere, come l’artista, la saldezza e la beatitudine di trasformare il proprio tormento in un’opera di forma duratura.

(Stefan Zweig, “Maria Antonietta”, traduzione italiana di Lavinia Mazzucchetti)

la cucina è gremita di oggetti

cucina

Nonno Gigi e nonna Aurelia nella cucina della casa di Torre di Ruggiero, con due donne torresi sullo sfondo

La cucina è gremita di oggetti
e veramente può sembrare un bosco.
Ogni pianta è al suo posto
sorge là dove è messa
con pazienza infinita riposa.
Pensate alle cose
alla flora
metallica delle posate.

(Valerio Magrelli, “Nature e Venature”, Mondadori)

Saluterai te stesso

Tempo verrà
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognun sorriderà al benvenuto dell’altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

(Derek Walcott, da “Mappa del nuovo mondo”, Adelphi, traduzione di Barbara Bianchi)