la cucina è gremita di oggetti

cucina

Nonno Gigi e nonna Aurelia nella cucina della casa di Torre di Ruggiero, con due donne torresi sullo sfondo

La cucina è gremita di oggetti
e veramente può sembrare un bosco.
Ogni pianta è al suo posto
sorge là dove è messa
con pazienza infinita riposa.
Pensate alle cose
alla flora
metallica delle posate.

(Valerio Magrelli, “Nature e Venature”, Mondadori)

Saluterai te stesso

Tempo verrà
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognun sorriderà al benvenuto dell’altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

(Derek Walcott, da “Mappa del nuovo mondo”, Adelphi, traduzione di Barbara Bianchi)

un gesto fra molti gesti possibili  

Isadora

Bisogna dunque che continui a rappresentare me stesso, se voglio essere percepito? (…) il modo in cui voglio o non voglio comportarmi viene fuori soltanto quando parlo e ribatto? Non lo riconoscono affatto dal mio modo di muovermi, di tenere la testa, di guardarmi in giro ? (…) Devo ancora escogitare un nuovo atteggiamento per ogni nuovo passo che faccio ? Mi si legge in faccia che devo sempre scegliere un gesto fra molti gesti possibili ?

(Peter Handke , Breve lettera del lungo addio, traduzione italiana di B.  Bianchi)