informe come l’infinito

“Io non ho personalità”, mi dicevo tristemente. Ero curiosa di tutto, credevo nell’assolutezza del vero, alla necessità della legge morale; i miei pensieri si modellavano sul loro oggetto; se a volte uno di essi  mi sorprendeva, voleva dire che rifletteva qualcosa di sorprendente […] Non scorgevo alcuna traccia della mia soggettività. Mi ero voluta senza limiti ed ero informe come l’infinito.

[…]

Poiché non scorgevo in tutta la terra alcun posto che mi convenisse, decisi allegramente che non mi sarei fermata in nessun posto.

Mi votai all’Inquietudine.

(Simone De Beauvoir,  Memorie di una ragazza perbene, traduzione italiana di Bruno Fonzi, pag. 117)

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