my oscar goes to …

Un film ‘sospeso’, con forse qualche ingenuità e qualche défaillance di struttura (soprattutto nella parte centrale che può sembrare, a tratti, un po’ ‘sgangherata’) ma comunque intelligente e sapiente nel coniugare aspetti tragici e momenti buffi, umani e liricissimi, senza mai scivolare in un lirismo scontato.
La regia lavora su ritmi inconsueti e su un andamento narrativo (corale, spiazzante) ai quali, dopo un po’, ci si deve semplicemente abbandonare.
Fotografia limpida, luminosa e pulitissima.
Colpisce il ritratto di un calderone di dialetti e lingue dove tutti, compresi gli stessi jihadisti, comunicano con grande difficoltà (in tutti i sensi).

Da vedere.

Timbuktu (Francia/Mauritania 2014, 97′ drammatico) di Abderrahmane Sissako; con Ibrahim Ahmed (aka Pino), Abel Jafri, Hichem Yacoubi, Toulou Kiki, Kettly Noël.

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