secondo il proprio passo, il proprio ritmo, il proprio passato presente.

Di Alice si potrebbe forse dire che è il testo che non è ed è pertanto il testo perfetto: è costantemente spostato un po’ più avanti o un po’ più indietro di dove ognuno pensa di averlo colto – spesso acchiappato. È un testo da inseguire ed è un testo che invariabilmente ci troviamo alle spalle, che bussa, che chiede permesso per superarci, che ha più tempo di noi e tuttavia non ha tempo da perdere, e ognuno starà al gioco secondo il proprio passo, il proprio ritmo, il proprio passato presente. (Aldo Busi, introduzione ad Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll, traduzione di Aldo Busi, Feltrinelli, 2002)

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