nordic (funny) spleen

Tre prologhi e 39 quadri.

Ciclo ipnotico di episodi che oscillano dallo humour più nero alla riflessione isterico-esistenziale, conditi da una spiazzante dose di comicità surreale (con tanto di sosta di Re Carlo XII di Svezia in un bar che potrebbe tranquillamente essere un quadro di Hopper). Colori tenui, sorvegliatissima freddezza nordica, ripetitiva compostezza che non può non esasperare. E una magnifica sberla finale al (cosiddetto) homo sapiens …

Se cercate un senso o un qualche ordine (esistenziale/estetico/narrativo) questo film vi risulterà inevitabilmente indigesto.

Se  riuscite ad abbandonare il (comprensibile e umanissimo) desiderio di logica, uscirete dalla sala felicemente disturbati e perturbati (e con il ritornello di Glory, Glory, Hallelujah che vi frulla in testa e non vi molla più…)

Evviva il cinema, soprattutto quando ci coglie impreparati.

 

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