e dice che io, senza di lui, non son buona a niente

( John William Waterhouse, Kirkcaldy Museum and Art Gallery, Scotland)

( John William Waterhouse, Kirkcaldy Museum and Art Gallery, Scotland)

Per me, ogni attività è sommamente difficile, faticosa, incerta. Sono molto pigra, e ho un’assoluta necessità di oziare, se voglio concludere qualcosa, lunghe ore sdraiata sui divani. Lui non sta mai in ozio, fa sempre qualcosa; scrive a macchina velocissimo, con la radio accesa; quando va a riposare il pomeriggio, ha con sé delle bozze da correggere o un libro pieno di note; vuole, nella stessa giornata, che andiamo al cinematografo, poi a un ricevimento, poi a teatro. Riesce a fare, e anche a farmi fare, nella stessa giornata, un mondo di cose diverse; a incontrarsi con persone più disparate; e se io son sola, e tento di fare come lui, non approdo a nulla, perché là dove intendevo trattenermi mezz’ora resto bloccata tutto il pomeriggio, o perché mi sperdo e non trovo le strade, o perché la persona più noiosa e che meno desideravo vedere mi trascina con sé nel luogo dove meno desideravo di andare. Se gli racconto come si è svolto un mio pomeriggio, lo trova un pomeriggio tutto sbagliato, e si diverte, mi canzona e s’arrabbia; e dice che io, senza di lui, non son buona a niente.
(Natalia Ginzburg, “Io e lui”,  in Le piccole virtú, Einaudi)

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