d’una vaga incipriatura estetica

Giovanni Boldini, "Donna Franca Florio)

“Chi era ella mai?
Era uno spirito senza equilibrio in un corpo voluttuario. A similitudine di tutte le creature avide di piacere, ella aveva per fondamento del suo essere morale uno smisurato egoismo. La sua facoltà precipua, il suo asse intellettuale, per dir così, era l’immaginazione: una immaginazione romantica, nutrita di letture diverse, direttamente dipendente dalla matrice, continuamente stimolata dall’isterismo. Possedendo una certa intelligenza, essendo stata educata nel lusso d’una casa romana principesca, in quel lusso papale fatto di arte e di storia, ella erasi velata d’una vaga incipriatura estetica, aveva acquistato un gusto elegante; ed avendo anche compreso il carattere della sua bellezza, ella cercava, con finissime simulazioni e con una mimica sapiente, di accrescerne la spiritualità, irraggiando una capziosa luce d’ideale.
Ella portava quindi, nella commedia umana, elementi pericolosissimi; ed era occasion di ruina e di disordine più che s’ella facesse pubblica professione d’impudicizia.
(Gabriele D’Annunzio, “Il piacere”)

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